Giovedì 23 maggio - Ultimo aggiornamento 13:51

Inceneritore Parma, Pizzarotti: "Lo fermiamo solo se sfora i limiti"
Parma - "Se il termovalorizzatore dovesse sforare i limiti delle emissioni, allora in quel caso io come sindaco ho il potere di spegnere il forno". Queste le parole del sindaco del Movimento 5 Stelle, Federico Pizzarotti.
Una vicenda, quella dell'inceneritore, che continua a suscitare dubbi e perplessità, e anche qualche polemica visto che durante la campagna elettorale era stato lo stesso Pizzarotti ha promettere di bloccare il progetto.
"Il Comune non ha strumenti legali per chiudere l'inceneritore", dice il sindaco a 5 Stelle che però fa capire che se non lo si può fermare, almeno lo si può controllare: "abbiamo intenzione di affiancare ai controlli già previsti per legge una nostra personale commissione", dice Pizzarotti che spiega che per farlo serve un nuovo incarico, ovvero, Marco Caldiroli, un consulente già avvezzo a questo tipo di lavoro: "Caldiroli - sottolinea Pizzarotti - ha lavorato già per altri Comuni come Acerra e Forlì".
Ma non solo Caldiroli, infatti il sindaco aggiunge che "all'interno del Duc verrà installato un panello informativo sulle emissioni. Verranno proiettati tutti i dati utili relativi al forno e soprattutto alla provenienza dei rifiuti. Quello che non vogliamo è che Parma diventi la discarica dove confluisce la spazzatura di altre zone dell'Emilia Romagna, dove tra l'altro gli inceneritori stanno chiudendo".
Intanto l'assessore all'ambiente Folli spiega come sono andati i fatti: "L'inceneritore era già stato autorizzato. Al nostro arrivo era pronto al 70%. Ci siamo impegnati molto nel proporre alternative diverse. Quella che è mancata è stata la collaborazione da parte degli altri enti coinvolti. Non si è voluto cambiare il piano provinciale dei rifiuti. Soprattutto da Iren". Folli ricorda che il termovalorizzatore era e rimane un impianto privato e le possibilità di intervenire sono poche. "Ricordo - continua Folli - che se non saranno soddisfatte le 57 prescrizioni concordate all'inizio dei lavori dell'iter dalla conferenza dei servizi l'impianto non potrà partire".
A margine della conferenza stampa Pizzarotti si mostra ancora combattivo e conclude dicendo:"La nostra lotta continua. Questa non è una battaglia persa per il comune. Semmai per tutti i cittadini che pensano che il forno non porti nessun vantaggio. Io sono molto tranquillo".
Una vicenda, quella dell'inceneritore, che continua a suscitare dubbi e perplessità, e anche qualche polemica visto che durante la campagna elettorale era stato lo stesso Pizzarotti ha promettere di bloccare il progetto.
"Il Comune non ha strumenti legali per chiudere l'inceneritore", dice il sindaco a 5 Stelle che però fa capire che se non lo si può fermare, almeno lo si può controllare: "abbiamo intenzione di affiancare ai controlli già previsti per legge una nostra personale commissione", dice Pizzarotti che spiega che per farlo serve un nuovo incarico, ovvero, Marco Caldiroli, un consulente già avvezzo a questo tipo di lavoro: "Caldiroli - sottolinea Pizzarotti - ha lavorato già per altri Comuni come Acerra e Forlì".
Ma non solo Caldiroli, infatti il sindaco aggiunge che "all'interno del Duc verrà installato un panello informativo sulle emissioni. Verranno proiettati tutti i dati utili relativi al forno e soprattutto alla provenienza dei rifiuti. Quello che non vogliamo è che Parma diventi la discarica dove confluisce la spazzatura di altre zone dell'Emilia Romagna, dove tra l'altro gli inceneritori stanno chiudendo".
Intanto l'assessore all'ambiente Folli spiega come sono andati i fatti: "L'inceneritore era già stato autorizzato. Al nostro arrivo era pronto al 70%. Ci siamo impegnati molto nel proporre alternative diverse. Quella che è mancata è stata la collaborazione da parte degli altri enti coinvolti. Non si è voluto cambiare il piano provinciale dei rifiuti. Soprattutto da Iren". Folli ricorda che il termovalorizzatore era e rimane un impianto privato e le possibilità di intervenire sono poche. "Ricordo - continua Folli - che se non saranno soddisfatte le 57 prescrizioni concordate all'inizio dei lavori dell'iter dalla conferenza dei servizi l'impianto non potrà partire".
A margine della conferenza stampa Pizzarotti si mostra ancora combattivo e conclude dicendo:"La nostra lotta continua. Questa non è una battaglia persa per il comune. Semmai per tutti i cittadini che pensano che il forno non porti nessun vantaggio. Io sono molto tranquillo".
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