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CRONACA - REGIONALE
data articolo10 aprile 2015

"Dentista abusivo, sconosciuto al mondo medico". In aula parlano le pazienti

Piacenza - “P. T. risultava “sconosciuto” al mondo della professione medico-dentistica”. Lo ha riferito in aula il luogotenente dei carabinieri Pietro Santini, ascoltato come testimone nel processo che si è aperto oggi (10 aprile) e che vede P. T. accusato di “esercizio abusivo della professione di dentista”. Poco più di un anno fa i carabinieri del Reparto Investigativo sequestrarono l’ambulatorio Santa Chiara all’Infrangibile e subito dopo l’uomo (che già in passato aveva passato guai simili) venne indagato. La prima udienza davanti al giudice Italo Ghitti e ai difensori Giuseppe Dametti e Emanuele Solari è servita per ascoltare i primi tre testimoni dell’accusa (piemme Paolo Maini). Santini ha spiegato l’esito degli accertamenti e del sopralluogo effettuato nella struttura: “P. T. si presentava con il camice bianco come fosse un normale dottore e il corridoio dello studio dentistico era tappezzato di attestati di frequenza a corsi vari, alcuni in lingua polacca. Abbiamo accertato che aveva frequentato un corso di laurea in Polonia, ma che questa non gli consentiva di esercitare la professione medico-dentistica né in Polonia né altrove. Inoltre i carabinieri del Nas di Roma e l’Ordine dei medici di Napoli ci risposero che era “sconosciuto” al mondo della professione”. Nella struttura operavano diverse persone. Il carabiniere ha spiegato che sulla base degli accertamenti “settimanalmente arrivavano dalla Sicilia giovani medici neo-laureati, tutti regolarmente iscritti all’Ordine dei Medici, che si fermavano per una settimana, venivano impiegati negli ambulatori e poi tornavano a casa. Una turnazione che avveniva prevalentemente il sabato e la domenica”. Quindi sono state ascoltate due pazienti che vennero operate nel 2011: una che si era recata nella struttura dopo aver visto una pubblicità su un giornale, la quale non ha saputo spiegare se fosse stato proprio P.T. ad operarlo visto che “tutti indossavano cuffie e mascherine”. La seconda paziente ha invece ammesso “che fu proprioP. T. a svolgere un intervento di estrazione e uno di implantologia”.
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